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Il Correggio ritrovato. La Sant’Agata di Senigallia

Il Comune di Senigallia apre la stagione espositiva 2018 con un importante ritrovamento nel campo dell’arte Rinascinamentale. Dal 15 marzo fino al 2 settembre 2018 sarà esposto presso il Palazzetto Baviera un Correggio ritrovato: il bellissimo volto di Sant’Agata.

Grazie all’Associazione “Amici del Correggio” che hanno ri-trovato l’opera presso una nobile famiglia di Fano e al Professor Claudio Paolinelli che l’ha portata all’attenzione del Comune di Senigallia, l’amministrazione comunale in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi ha voluto subito mettere in luce questo eccezionale ritrovamento di portata internazionale.

Definito “il pittor delle Grazie”, Antonio Allegri detto il Correggio (1489-1534), figlio geniale del magistero leonardesco, ha saputo portare la vivezza della pittura, i moti dell’animo, le libertà dei corpi nelle pale d’altare e nelle immense cupole celestiali, così come negli amori ricchi di intensità erotica e non da ultimo nei visi profondamente espressivi dei suoi soggetti femminili, guadagnandosi la stima del Vasari che scrisse “tengasi pur per certo che niuno meglio di lui toccò i colori” e ancora aggiunse “certissimamente Antonio meritò ogni grado et ogni onore da vivo, et ogni gloria dopo la morte”.

La Sant’Agata “di Senigallia” – martire patrona di Catania – non è da meno ed è ritratta dal Correggio in un momento di contemplazione dei simboli del suo martirio. Il leggero mantello che le avvolge il collo, il volto di grande bellezza, la capigliatura soffice e ordinata, la collocano alla metà degli anni ‘20 del Cinquecento.

Anche se ancora non è nota la committenza e la prima destinazione della Santa, la tavola si pone nel pieno della maturità del pittore e a diritto può essere considerata come fosse una prima prova per capolavori come l‘Adorazione degli Uffizi, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina del Louvre, la Santa Caterina leggente di Hampton Court, e a ritratti femminili che hanno caratteristiche simili a quelle della Sant’Agata.

Il dipinto su tavola è legato a doppio nodo a Senigallia e proprio per questo sarà esposto nel rinascimentale Palazzetto Baviera – recententemente aperto dopo i restauri – simbolo della storia della città.

Questo piccolo capolavoro correggesco, era arrivato a Senigallia alla fine dell’Ottocento, portato in dono da un gentiluomo inglese al celebre medico Angelo Zotti, luminare che gli salvò la vita. La Sant’Agata era stata probabilmente acquistata nel Settecento, già come autografo del Correggio, da un viaggiatore inglese, e sono in corso ricerche per individuarne la collocazione in una delle collezioni private inglesi tra il XVIII e il XIX secolo.

Anche la “Escursione Artistica per Sinigaglia” di Alfredo Margutti edita nel 1886, la attribuisce chiaramente al Correggio, consigliandone addirittura la visione presso la vedova del Dottor Zotti nella cittadina marchigiana. La tavola però non rimarrà presso la famiglia Zotti ma, attraverso diverse vicende ereditarie, arrivò nel Novecento in possesso di due nobili sorelle residenti a Fano.

E’ qui che nel 2004 la vide Dario Fo, interpretando il volto della Santa come un ritratto di Jeronima, moglie bellissima del Correggio, ed è proprio grazie all’attore premio Nobel che il dipinto venne restaurato e pubblicato, arrivando oggi ad essere esposto al pubblico.

La mostra è costruita per immagini e testi che raccontano il Correggio e che conducono, attraverso confronti stilistici e documentari, alla tavola con la Sant’Agata protagonista assoluta dell’esposizione, dimostrando come l’espressione del viso della modella ritratta dall’artista, sia stata poi impiegata, nelle sue peculiarità, in grandi e famose tele – sacre e profane – del “Pittor delle Grazie”.

A far da cornice al percorso espositivo, il piano nobile di Palazzetto Baviera, in cui spiccano i soffitti decorati a stucco e realizzati dall’artista urbinate Federico Brandani nella seconda metà del Cinquecento.

Info:
Dal 14 Marzo 2018 al 02 Settembre 2018

Orari: dal 16 marzo al 2 giugno dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi e prefestivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Dal 3 giugno al 2 settembre dal martedì alla domenica e nei giorni festivi e prefestivi dalle 17 alle 23 (lunedì chiuso).

Senigallia | Ancona

Luogo: Palazzetto Baviera

Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 2.50 (per i cittadini dell’Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per i docenti delle scuole statali), ridotto € 4 (soci FAI, Touring, Coop Alleanza 3.0, Archeoclub d’Italia, gruppi di visitatori formati da oltre venti paganti), gratuito per tutti i cittadini appartenenti all’Unione Europea, di età inferiore a 18 anni e per gli iscritti alla Libera Università per Adulti di Senigallia

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Musei Archeologici e Paesaggi Culturali | Napoli 9-10 marzo 2018

ICOM Italia e il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli organizzano, in occasione dei 70 anni del Comitato e dell’Anno europeo del patrimonio culturale, un appuntamento dedicato ai musei archeologici in rapporto ai paesaggi culturali e al patrimonio “a cielo aperto“.

L’incontro vuol porre le basi per la costruzione di un futuro sempre più rispondente alle esigenze del tempo in cui viviamo e si propone come occasione di dialogo e confronto a partire da quei nessi ineludibili tra musei-territori-storia che costituiscono le trame identitarie comuni dei paesaggi culturali del Sud proiettati in una dimensione mediterranea.

Il convegno si articola in due giornate, con relazioni e tavoli tematici dedicati a quattro temi:

1)  Ricerca e documentazione

2) Comunicazione e mediazione

3) Salvaguardia, conservazione programmata e sicurezza

4) Gestione sostenibile e rapporto pubblico-privato

Gli esiti costruiranno i punti chiave di un documento condiviso sugli obiettivi strategici nell’ambito della museologia archeologica. [Scarica il programma]

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Urbino: il Rinascimento dei Laurana nel libro Storie della Vrana

A Urbino il 21 dicembre 2017 alle ore 15.00 nella Sala degli Incisori del Collegio Raffaello (Piazza della Repubblica), Vittorio Sgarbi, Maria Rosaria Valazzi e Alessandro Marchi presenteranno il libro “Storie della Vrana” di David Alberto Murolo. Il volume presente nelle principali biblioteche di settore, tratta le vicende ambientate fra il Quattrocento al Seicento di quattro grandi personaggi originari di un antico borgo dalmata, che hanno rappresentato momenti fondamentali per l’identità artistica e culturale dell’Adriatico e dell’intero Mediterraneo. La pubblicazione offre un’inedita ricerca storica e biografica  su Luciano Laurana, Francesco Laurana, Giovanni Vrana e Yusuf Maskovic, personaggi il cui operato ha avuto riflessi significativi sulla cultura delle Marche e della Serenissima.

In particolare, l’Architetto umanista Luciano Laurana [video] ebbe un ruolo importante nella costruzione del Palazzo Ducale di Urbino,  oltre che per il  rifacimento delle Rocche di Senigallia e Pesaro contribuendo allo sviluppo del Rinascimento. Il libro accolto alla sua prima presentazione pubblica dal Comune di Urbino, ha il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Croata in Italia, del Consiglio Regionale delle Marche e del Consiglio Regionale del Veneto, del Comune di Senigallia con la partecipazione dell’Associazione Culturale Territori Sensibili.

Attraverso il volume si scopre inoltre la caratura di Francesco Laurana [video], il quale produsse un nuovo stile nella scultura umanistica attraverso dei celebri busti, come quello di Battista Sforza,  moglie di Federico da Montefeltro. I lavori dell’artista dalmata oggi si trovano nei musei di tutto il mondo. Interessanti anche le storie di Giovanni Vrana, Ammiraglio della flotta veneta nella Battaglia di Lepanto e Yusuf Maskovic ammiraglio della flotta ottomana a Creta, ultimo avamposto veneto nel XVII sec. Due figure simili per le umili origini, e contrapposti a distanza di un secolo uno dall’altro, nella lunga guerra tra Venezia e Istanbul.

David Alberto Murolo recupera storie che un secolo dopo l’altro narrano di destini incrociati, opposti e paralleli, segnati dall’arte e dalla fede, dall’ambizione e dal potere, da commerci e battaglie, da avventure e idee che ancora oggi testimoniano delle sorti di civiltà diverse, accomunate da un solo mare.

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CADORE: Itinerari alla riscoperta degli antichi organi

Da 24 anni, durante l’estate, il Cadore si percorre con un itinerario che si snoda ai piedi delle Dolomiti, alla riscoperta degli antichi organi e degli altri tesori d’arte e di fede, custoditi nelle numerose Chiese del territorio. l’Associazione Organi Storici del Cadore, con il coordinamento e la promozione della Magnifica Comunità è riuscita negli anni a coinvolgere i Comuni, le Associazioni e le Parrocchie, per rivisitare strumenti musicali preziosi attraverso concertazioni di qualità ed in alcuni casi, contribuendo al loro restauro.

Un patrimonio storico artistico, una eredità importante da preservare, conoscere e far conoscere.

il Cadore, infatti, (caso più unico che raro in un territorio così ristretto) può vantare ben 25 organi, di cui oltre la metà funzionanti ed utilizzabili, risalenti ai secoli XVIII e XIX, gran parte costruiti dai migliori esponenti della grande Scuola organaria veneta, quali il Nacchini, i Callido, De Lorenzi, Bazzani.

Il Direttore Artistico, Renzo Bortolot, ha distribuito in ventisei appuntamenti fino al 7 settembre  [quì il programma] il percorso dell’Edizione 2017, aggiungendo alcuni approfondimenti tematici, presentazioni editoriali ed incontri, con la novità dal 2 al 27 agosto a Zoppè di Cadore della mostra ” Il Legno che Risuona, Mandole, Mandolini, Chitarre e… un Clavicembalo”, a cura dell’Arch, Renzo Lazzarin maestro liutaio.

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Animavì 2017: Festival internazionale del cinema d’animazione e di poesia

La seconda edizione di ANIMAVI’ FESTIVAL, primo festival internazionale del cinema d’animazione e di poesia, si terrà dal 12 al 16 luglio 2017 a Pergola (PU) e in alcuni comuni limitrofi sotto la direzione artistica del più illustre autore del cinema di animazione italiano, Simone Massi e di Julia Gromskaya.

Il nome del festival è il mix di due parole ANIMA + MAVÌ

ANIMA rappresenta l’anima che vibra dinnanzi ad un’opera d’arte, ma nel contempo è l’abbreviazione del vocabolo “animazione”.

MAVÌ è un termine che si utilizzava per identificare il colore azzurro chiaro dei pittori rinascimentali, parola poi caduta in disuso.

ANIMAVÌ vuole essere una vetrina sulla corrente più interessante del genere, riferendosi esclusivamente a lavori che si rivolgano all’anima dello spettatore e in cui ogni singolo fotogramma è già concepito come una piccola opera d’arte. ANIMAVÌ vuole rappresentare a livello internazionale il “Cinema di animazione artistico e di poesia”. Ovvero quel genere di animazione indipendente e d’autore che si propone di raccontare per suggestione, riferendosi esclusivamente a lavori che si rivolgano all’anima dello spettatore. Opere in cui ogni singolo fotogramma è già concepito come una piccola opera d’arte.

Il logo di Animavì è stato elaborato partendo da un disegno poco noto di Raffaello: l’immagine della macchina volante. Esso rappresenta lo spirito poetico e artistico del festival e nel contempo è un omaggio al Rinascimento italiano e ad Urbino, magnifica città d’arte e sede della più antica scuola di cinema d’animazione in Italia.

La seconda edizione di ANIMAVÌ – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico è dedicata al regista russo Aleksandr Nikolaevič Sokurov che riceverà il Bronzo Dorato alla Carriera 2017 con la direzione artistica del più importante regista italiano di cinema d’animazione, Simone Massi.

Tanti gli ospiti, dal disegnatore e regista Sergio Staino, all’attore e regista Marco Paolini – che porterà a Pergola in conferenza-spettacolo il suo Techno-Filò. Technology and me – agli attori Ninetto Davoli e Valentina Carnelutti, ai poeti Nino De Vita e Umberto Piersanti, ai tanti registi in concorso. Ospite d’eccezione il Maestro svizzero Georges Schwizgebel, che ha realizzato la locandina del festival, regista di fama internazionale premiato nei festival di tutto il mondo, da Cannes ad Annecy, autore di oltre venti cortometraggi d’animazione (tra cui La Course à l’abîme; The Man with No Shadow; Romance; Jeu; Erlkonig), in cui applica una tecnica originale, artigianale, che consiste nel dipingere a mano ogni fotogramma, realizzando una pittura animata, di fatto opere d’arte dinamiche. A condurre le serate di Animavì, primo festival al mondo dedicato specificatamente all’animazione poetica e d’autore, Luca Raffaelli, giornalista, saggista, sceneggiatore e uno dei massimi esperti di fumetti e animazione in Europa. Il programma completo al link www.animavi.org

A contendersi il Bronzo Dorato, prezioso trofeo artistico ispirato all’omonimo gruppo equestre di epoca romana e simbolo della cittadina marchigiana, saranno 16 opere di animazione provenienti da tutto il mondo, dall’Australia alla Svizzera – con “Aubade”, di Mauro Carraro – passando per l’italiano “Confino”, di Nico Bonomolo, che si avvale delle musiche di Gioacchino Balistreri, inserito nella long list per i Premi Oscar 2018 e candidato ai Globi d’Oro della Stampa Estera in Italia, ma anche lavori da Spagna, Francia, Russia, Cina, Corea del Sud, Polonia, Lettonia, Portogallo e Danimarca. La Croazia sarà rappresentata da “1000”, del fumettista e regista Danijel Žeželj. Lavori che saranno giudicati dalla Giuria composta dallo scrittore e poeta Nino De Vita – autore, tra gli altri, del volume La casa sull’altura, illustrato da Simone Massi e pubblicato da Orecchio Acerbo; dal regista Georges Schwizgebel e dall’attrice e regista Valentina Carnelutti.

Il festival avrà un preludio, a ingresso gratuito, mercoledì 12 luglio, a partire dalle ore 21:00 presso il Borgo di Montalfoglio, a San Lorenzo in Campo, con la serata dedicata al regista russo Aleksandr Sokurov (“Madre e Figlio”; “Moloch”; “Il Sole”; “Arca Russa”; “Faust” – Leone D’Oro a Venezia 2011), che il festival si onora di premiare con il Bronzo Dorato alla Carriera 2017. A seguire, la proiezione del suo ultimo lungometraggio, Francofonia. Quindi gli ospiti musicali, il gruppo Hombre all’ombra, lo spettacolo di circo e magia muto, ma tutt’altro che silenzioso, del gruppo L’abile teatro e un incontro speciale, con reading, con Valentina Carnelutti.

Il giorno successivo giovedì 13 luglio alle ore 16:00 presso la Libreria Guidarelli si inizierà con la presentazione del libro ‘Là sotto nell’inferno: da Pesaro a Marcinelle’ alla presenza dell’autore, Marco Labbate. Quindi, in collaborazione con il settimanale Film TV, media partner del festival, incontro con gli autori in concorso. La serata nel giardino di Casa Godio – a pagamento – ha inizio alle ore 20:00 con Le Memorie Vive, a cura del regista Filippo Biagianti, con i racconti di Duilio e con ospiti Valentina Carnelutti e il regista svizzero Georges Schwizgebel, che sarà omaggiato con una retrospettiva dei suoi lavori. A seguire la proiezione dei film in concorso “Waiting for the new year” , di Vladimir Leschiov (Lettonia); “Myo-A”, di MinJi Kang (Corea del Sud); “Peripheria”, di David Coquard-Dassault (Francia) e “Mr Sand”, di Soetkin Verstegen (Danimarca/Belgio). Il concerto serale sarà all’insegna del rock alternativo, indie e psichedelico del duo Comaneci.

Il programma di venerdì 14 luglio ha inizio alle ore 16:00 presso la Libreria Guidarelli con la presentazione dei lavori realizzati durante il workshop Animani, quindi l’incontro con gli autori in concorso a cura della redazione di Film TV e la sera, nel giardino di Casa Godio, Le Memorie Vive incontrano i racconti di Livio, con ospiti il disegnatore Sergio Staino e il poeta dialettale Nino De Vita, di cui saranno lette opere scelte. Quindi, la proiezione dei corti in concorso: “Amore d’inverno”, di Isabel Herguera (Spagna/Italia); “The poem”, di Xi Chen (Cina); “1000”, di Danijel Žeželj (Croazia); “Fugue for cello, trumpet and landscape”, di Jerzy Kucia (Polonia); “Summer 2014”, di Wojciech Sobczyk (Polonia) e “Soot”, di David Doutel e Vasco Sá (Portogallo). Protagonista musicale della serata, il gruppo di ricerca e canto popolare La Macina.

Sabato 15 luglio alle ore 10:30, presso l’Officina Giovani di Pergola, la premiazione del miglior autore in mostra della Scuola del Libro di Urbino, alla presenza di Bianca Maria Pia Marrè, Luca Raffaelli, Julia Gromskaya e Sergio Staino. Quindi, alle ore 17:30, presso il teatro Tiberini di San Lorenzo in Campo, incontro con il fumettista, disegnatore e regista Sergio Staino, in occasione della presentazione di una selezione di opere della sua mostra ‘Bestie, Bestiacce & Bestioni’. La serata del festival nella consueta, splendida cornice del giardino di Casa Godio, si apre alle ore 20:00 con la conferenza-spettacolo teatrale Tecno-Filò. Technology and Me, di e con l’attore e regista Marco Paolini. Quindi, la proiezione dei corti in concorso “A photo of me”, di Dennis Tupicoff (Australia); “Brutus”, di Svetlana Filippova (Russia); “My Grandfather was a Cherry Tree”, di Olga e Tatiana Polietkova (Russia ); Confino, di Nico Bonomolo (Italia); “Bao”, di Sandra Desmazieres (Francia) e “Aubade”, di Mauro Carraro (Svizzera). La serata sarà accompagnata dalla musica – rigorosamente acustica – dei The Morsellis.

L’ultima giornata del festival – domenica 16 luglio – si apre alle ore 10:30 presso Palazzo Bruschi con la tavola rotonda su ‘Il Cinema di Animazione Poetico’, a cura della redazione di Film Tv con il direttore della rivista, Giulio Sangiorgio e Pierpaolo Loffreda, Georges Schwizgebel, Anna Shepilova e i registi in concorso. Alle ore 12:00 la degustazione dei prodotti tipici di Pergola, a cura della Pro Loco. Quindi, alle 17:30 presso il Giardino Botanico di Fonte Avellana a Serra di Sant’Abbondio, reading, sotto il grande tasso secolare, con il poeta Umberto Piersanti. La serata del festival nel giardino di Casa Godio si apre alle ore 20:00 con “Le Memorie Vive” in compagnia di Veraldo, quindi l’omaggio all’attore pasoliniano per eccellenza, Ninetto Davoli (“Il Vangelo Secondo Matteo”; “Uccellacci e Uccellini”; “Teorema”; “Partner”; “Casotto”). A seguire, le premiazioni dei film in concorso, il tutto con la musica del cantautore e chitarrista Luigi Grechi.

Le giornate del festival a Casa Godio prevedono anche l’area #fuorifestival a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con aree street food e musica di dj e concerti. Nella serata del 12 invece verrà organizzata una “cena sul mantile” nel borgo di Montalfoglio ad aprire la serata.

La ricca offerta del festival prevede anche dei workshop dedicati all’animazione poetica: da quello organizzato da Animani (30 giugno presso la Libreria Guidarelli prenotazioni libreriaguidarelli@valcesano.com) al “Laboratory of Poetic Animation” che sarà tenuto dalla regista russa Anna Shepilova, vincitrice dell’edizione 2016 di Animavì e che si terrà al Castello della Porta di Frontone, dal 10 al 15 luglio (per prenotazioni animavi@opera-coop.it). Il workshop è realizzato in collaborazione con la prestigiosa Scuola del Libro di Urbino, che ha rafforzato il sodalizio con il festival e aggiunge questa ulteriore forma di collaborazione al concorso biennale dedicato alla sezione di ‘Cinema di Animazione’ che si tiene all’interno del festival ogni 2 anni. Tre, quindi, le mostre del festival: presso l’Officina Giovani di Pergola, la Mostra dei lavori della sezione Disegno animato e Fumetto Scuola del libro di Urbino, quindi, presso Fisiosan, sempre a Pergola, la mostra delle opere di Simone Massi e presso il Foyer del teatro Tiberini di San Lorenzo in Campo la selezione di opere della mostra ‘Bestie, Bestiacce & Bestioni‘, di Sergio Staino.

La sigla di Animavì, festival Internazioale del Cinema di Animazione Poetico, realizzata dal premio Oscar, Aleksandr Petrov

Animavì – che vanta il supporto di numerose figure di spicco della cultura e dell’arte, insieme a contadini, minatori, ex emigranti e partigiani – vuole soprattutto rappresentare a livello internazionale il “cinema d’animazione artistico e di poesia”, quel genere di animazione indipendente e d’autore che si propone di raccontare per suggestione, prendendo le distanze in maniera netta dall’animazione mainstream.

Il festival  vanta prestigiosi patrocini, tra cui quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dell’Accademia del Cinema-Premi David di Donatello e dell’SNGC, della Regione Marche e della Fondazione Marche Cultura. Inoltre il progetto è stato insignito della medaglia del Presidente della Repubblica per la particolare rilevanza culturale.

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#3 – Senigallia MiBACT per la fotografia: nuove strategie e nuovi sguardi sul territorio

Terra di fotografia: l’influenza marchigiana sulla fotografia in Italia dal secondo dopoguerra.
Una giornata di studio

Le Marche sono considerate terra di fotografia, avendo dato vita, negli anni ’50, ad esperienze riconosciute quali tasselli fondamentali per la cultura fotografica nazionale. La giornata di studi, che chiama a raccolta esperti, responsabili di archivi, docenti di fotografia e fotografi, prende avvio da una riflessione circa l’influenza, dal secondo dopoguerra a oggi, della fotografia marchigiana su quella italiana, con l’obiettivo di individuarne le esperienze piu’ significative e di far emergere nuove forme di valorizzazione possibile, anche per il territorio, in una prospettiva nazionale e internazionale.

Il programma dell’iniziativa del MiBACT si articolera’ in due tavole rotonde con inizio alle ore 10,00 fino alle 18,30:

la prima, dal titolo “Archivi: esperienze di formazione, catalogazione, conservazione e valorizzazione“, moderata da Laura Moro, Direttore dell’Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione, proporra’ una ricognizione dei patrimoni fotografici esistenti sul territorio e delle dinamiche loro connesse.

La seconda, dal titolo “La fotografia marchigiana: esperienze artistiche e documentaristiche“, moderata dal prof. Gianmario Raggetti, si focalizzera’ su esperienze di autori marchigiani del passato e del presente e della loro incidenza sul percorso della fotografia italiana.

Le conclusioni saranno affidate a François Hebel, gia’ direttore dei Rencontres d’Arles e attuale direttore artistico del Mois de la Photo du Grand Paris, per un’analisi sulla possibile valorizzazione e internazionalizzazione di un territorio attraverso la fotografia.

Maggiori info: Programma in dettaglio

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Cantine Aperte 2017: 25 anni di enopassione!

Sabato 27 e domenica 28 maggio 2017 dalle Alpi all’Etna, oltre 800 cantine aderenti in tutta Italia festeggeranno i 25 anni di Cantine Aperte con degustazioni,  visite in vigna e numerose manifestazioni artistiche e culturali.

Dal 1993 le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico nell’ultima domenica di maggio favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, Cantine Aperte accoglie sempre più turisti, curiosi ed eno-appassionati desiderosi di fare un’esperienza piena di gusto.

Oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento. I maggiori protagonisti di Cantine Aperte in tutto il Paese sono giovani, comitive e coppie che contribuiscono ad animare le innumerevoli iniziative di cultura gastronomica ed artistica che fioriscono attorno all’evento nate su iniziativa degli stessi vignaioli e di molti enti di promozione turistica territoriale.

Per maggiori info sui singoli eventi in ogni regione consultare il Programma2017

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Senigallia: Osservare Stenopeico 2017

La significativa esperienza dei fotografi stenopeici senigalliesi del 2016 intitolata Memorie di Luce svoltasi in Cadore grazie al supporto della Magnifica Comunità con i comuni di Zoppè, San Vito, Santo Stefano, viene riproposta a Senigallia dal 17 Maggio al 24 Giugno 2017 con un nuovo e ricco programma tematico rinsaldando così la collaborazione e i legami d’amicizia con la comunità cadorina.

Si inizia con la mostra di Marco Mandolini e Maurizio Pasquini alla Biblioteca Antonelliana dal 17 al 24 maggio. Il 20 maggio iniziano i workshop al foro annonario, parteciperanno esponenti del gruppo F7 e di Only Polaroid tra cui  Fabio Corinaldesi. Sabato 20 maggio alle ore 18,00 alla presenza delle autorità cittadine e del Cadore, si inaugureranno le mostre Osservare Stenopeico al piano nobile della Rocca Roveresca curate dal Musinf, Paolo Simonetti, Alberto Polonara, Massimo Marchini, Stefano Schiavoni.

Il 21 maggio in Piazza Garibaldi, nel loggiato dell’antica Filanda si effettueranno workshop sulle antiche tecniche di stampa, con scenografie allestite da Massimo Marchini e Pietro Del Bianco. Parteciperanno modelli in costumi ottocenteschi curati da “Estetica dell’Effimero“.

Dal 24 Maggio 30 maggio alla Biblioteca Antonelliana espone il gruppo Only Polaroid. Sempre alla biblioteca dal 31 maggio al 7 Giugno, esporranno Patrizia Lo Conte e Alfonso Napolitano.

PER INFORMAZIONI DETTAGLIATE:

PROGRAMMA 2017

WORKSHOP ANTICHE TECNICHE

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Percorsi artistici tra Cadore e Friuli

La Magnifica Comunità di Cadore e la Società Filologica Friulana rinnovano la loro collaborazione – rafforzatasi nel 2009 con il congresso sociale che il sodalizio friulano tenne a Pieve – proponendo un convegno che rientra nell’ambito della Settimana della cultura cadorina e della concomitante Settimana della cultura friulana. Sabato 13 maggio 2017 alle ore 14.30 presso la Sala polifunzionale “G. Fioretto” di Laggio (Vigo di Cadore) si terrà il convegno di studi Percorsi artistici tra Cadore e Friuli.

Interverranno Raffaella Cargnelutti (“L’opera imperfetta” e “La lunga notte”. La vita e le opere di Gianfrancesco da Tolmezzo e di Giovanni Antonio de’ Sacchis detto Pordenone), Giorgio Reolon (Appunti sul pittore Osvaldo Gortanutti e la sua attività in Cadore), Luciana Simonetti (Dalla materia all’illusione: come nasce una scultura lignea. Alcune riflessioni e qualche esempio di sculture “viste da vicino”), Letizia Lonzi (Francesco Carbogno e la scultura in Cadore nel secondo Settecento), Imelda Cargnello (La casa nelle vallate della Carnia) e Emanuele D’Andrea (Cadore e Friuli la fotografia tra Ottocento e Novecento: i fotografi itineranti).

Queste giornate di approfondimento culturale vogliono indagare sulle storiche relazioni tra il Cadore e il Friuli e sono delle autentiche opportunità di dialogo e di crescita” commenta il Presidente della Magnifica Comunità di Cadore Prof. Renzo Bortolot. “Negli anni abbiamo realizzato, in collaborazione con la Filologica Friulana, delle attività di ricerca indirizzate alla tradizione, alla storia e alla attualità della gestione museale. Quest’anno abbiamo voluto concentrarci sull’arte, e sulle relazioni costanti nel corso dei secoli che hanno prodotto inestimabili opere oggi conservate nelle varie chiese e in altri luoghi delle due regioni”.

Per la Società Filologica questa è la quarta edizione della “Setemane de culture furlane”, “un’esperienza resa possibile – commenta il Presidente della Società Filologica Federico Vicariograzie all’entusiastica adesione e partecipazione di amici e associazioni, come la Magnifica Comunità, che si impegnano con passione per far maturare una nuova dimensione culturale».

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“RINASCIMENTO SEGRETO” A URBINO, PESARO E FANO

In tre diverse sedi espositive circa settanta opere, tra dipinti, sculture e oggetti di proprietà di fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati valorizzano in un dialogo con le opere rinascimentali presenti sul territorio, un patrimonio artistico quasi sconosciuto, non esposto in musei pubblici, di uno dei momenti più alti e fervidi d’invenzioni nell’arte, quello dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento, da Piero della Francesca a Pontormo.

Le città di Urbino, Pesaro e Fano rendono omaggio al Rinascimento promuovendo una grande mostra a cura di Vittorio Sgarbi allestita dal 13 aprile al 3 settembre in tre sedi: Palazzo Ducale, Sale del Castellare, a Urbino; Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti, a Fano; Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro.

Il curatore Vittorio Sgarbi: «Rinascimento segreto è una mostra difficile. C’è una complessità di ricerca sia delle opere che degli autori che rende questa mostra di livello sofisticato. Accanto a Raffaello e Perugino, si possono ammirare tanti artisti che ancora si muovono nell’anonimato, conquiste della ricerca critica recente o artisti pur conclamati ma ancora oggetto di studio. Tutte le scuole del Rinascimento italiano sono raccolte nella mostra di Urbino, il settore veneziano è ospitato a Pesaro, connesso alla grande Pala del Bellini. Nella sezione di Fano, con riferimento alla grande tradizione romana, si mostrano le sculture, che raccontano meglio il collegamento con l’arte plastica del mondo antico, insieme a ceramiche ed oreficeria. Questo Rinascimento segreto, nel suo percorso d’insieme, diventa così per il visitatore un Rinascimento rivelato».

Oltre a (Giacomo di Nicola da Recanati, Giovanni Antonio da Pesaro), sono stati selezionati capolavori inediti o ancora poco noti di artisti rappresentativi delle principali scuole pittoriche della penisola: toscana (Piero del Pollaiolo, Francesco di Giorgio Martini, Benvenuto Cellini, Pontormo, Baccio Bandinelli, Matteo Civitali, Agostino di Duccio, Desiderio da Settignano, Antonio Rossellino, Giovan Francesco Rustici); veneta (Bonifacio de’ Pitati, Giovanni Bonconsiglio detto Marescalco, Marco Bello, Bernardino Licinio, Filippo da Verona); ferrarese (Maestro di Casa Pendaglia, Maestro delle Anconette ferraresi, Antonio Cicognara, Benvenuto Tisi detto Garofalo, Dosso Dossi, Ludovico Mazzolino, Giovanni Battista Benvenuti detto Ortolano); lombarda (Antonio de Carro, Gasparo Cairano, Agostino de Fondulis, Giovanni Agostino da Lodi, Cesare Magni, Defendente Ferrari, Gaudenzio Ferrari); emiliana e romagnola (Maestro di Castrocaro, Giovanni Francesco da Rimini, Bernardino da Tossignano, Severo da Ravenna, Marco Palmezzano, Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo, Girolamo Marchesi detto da Cotignola, Francesco Zaganelli, Antonio da Crevalcore, Parmigianino, Giacomo e Giulio Francia, Amico Aspertini); umbra, adriatica e centroitaliana (Paolo da Visso, Nicolò di Liberatore detto l’Alunno, Raffaello, Perugino, Giulio Romano, Giovan Francesco Penni, Liberale da Verona, Cola dell’Amatrice).

Alcune opere in mostra: in alto a sx: Antonio da Crevalcore, Sacra famiglia con San Giovanni Battista – in basso a sx: Pala del Bellini, predella, Conversione di San Paolo – a dx: Giovanni Bellini, Pala dell’Incoronazione della Vergine

Non c’è, probabilmente, nella storia umana e nella sua espressione attraverso l’arte, momento più alto e fervido d’invenzioni di quello che va dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento, gli anni delle meraviglie, gli anni in cui l’artista si sfida, in un continuo superamento di se stesso.

Tra i simboli della cultura umanistica, spicca la silenziosa Città ideale nella Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale di Urbino attribuita al geniale architetto Luciano Laurana, città che divenne per merito dell’intelligenza di Federico da Montefeltro una delle interpretazioni più raffinate e feconde del Rinascimento. Convocando decoratori, artisti e architetti all’avanguardia come Piero della Francesca o Leon Battista Alberti, il principe rinnovò in maniera radicale il contesto culturale e urbano di Urbino, che, all’inizio del Cinquecento, fu definita da Baldassarre Castiglioneuna città in forma di palazzo”. Cuore pulsante del grandioso edificio progettato da Luciano Laurana e completato da Francesco di Giorgio Martini è il piano nobile, dove si trova lo straordinario Studiolo di Federico, le cui pareti sono rivestite da eccezionali tarsie lignee realizzate da Giuliano e Benedetto da Milano. E’ l’ambiente più intimo del Palazzo e simboleggia il ritratto interiore di Federico, la sua cultura, le sue scelte intellettuali ed estetiche. Nella parte più alta dello studiolo si incontrano i ritratti degli Uomini Illustri attribuiti al fiammingo Giusto di Gand e allo spagnolo Pedro Berruguete. Negli altri ambienti del piano nobile si trovano le opere più antiche della Galleria Nazionale delle Marche, tra cui la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca e La Muta di Raffaello, capolavori assoluti dell’arte italiana ed emergenze inevitabili nel percorso rinascimentale garantito da altri notevoli lavori.

A Pesaro, via mare, su una delle imbarcazioni che collegavano Venezia ai porti dell’Adriatico, giunge intorno al 1475 la pala dipinta per la chiesa di San Francesco da Giovanni Bellini, il massimo pittore veneziano del Quattrocento. Figlio del grande Jacopo, fu proprio sotto l’egida del padre che Giovanni iniziò a muovere i primi passi nell’arte. Dopo le prime sperimentazioni donatelliane, Bellini avviò un fervido dialogo con Andrea Mantegna e fu una vera e propria sfida, presto superata in virtù di una sensibilità poetica sconosciuta al più rude cognato. Il confronto con Antonello da Messina, documentato in laguna intorno al 1475, suggerì a Bellini una compiuta monumentalità prospettica e una suprema sintesi tra i valori di luce e colore di ascendenza pierfrancescana, che di fatto inaugurò un nuovo corso della pittura veneta, traghettandola verso il moderno. Ne è documento fondamentale la Pala di Pesaro (oggi in Palazzo Mosca), uno dei capolavori del Rinascimento italiano, nel quale la lezione di Mantegna appare ormai arricchita della luce chiara e dall’armonica sintesi tra architetture, paesaggio e figure di Piero della Francesca.

A Fano la svolta è favorita da Sigismondo Malatesta. Emblematica è la Tomba di Pandolfo III, già pienamente rinascimentale, che egli commissionò quasi certamente a Leon Battista Alberti. Ai Malatesta Fano deve anche l’ampliamento della cinta muraria, il ripristino di porte e bastioni e la costruzione dell’imponente Rocca Malatestiana col relativo mastio. Un secolo più tardi, con un nuovo grande bastione, anche Antonio e Luca da Sangallo avrebbero offerto il loro contributo di tecnici espertissimi al rafforzamento difensivo della città. Sul finire del secolo XV e nei primi anni di quello successivo aveva trionfato intanto il nuovo stile urbinate: nella Casa degli Arnolfi dalle belle finestre di gusto lauranesco, nell’Arco Borgia Cybo eretto a ricordo della ottenuta libertas ecclesiastica, nella Loggia e, soprattutto, nella chiesa di San Michele, dal bellissimo portale di Bernardino di Pietro da Carona che già alcuni anni prima aveva scolpito il pregevole portale della Chiesa di Santa Maria Nuova in San Lazzaro, trasferito poi nell’omonima chiesa cittadina, insieme con il prezioso coro intarsiato e intagliato dai fratelli Antonio e Andrea Barili da Siena e con le splendide pale di Giovanni Santi (Visitazione) e del Perugino (Annunciazione e Madonna in Trono con relativa lunetta della Pietà e la superba predella con Storie della Vergine). A Giovanni Santi, spetta anche la Sacra Conversazione dipinta per la chiesa di Santa Croce e ora presso la Pinacoteca Civica.

info:
RINASCIMENTO SEGRETO: mostra a cura di Vittorio Sgarbi,Promossa da Comune di Urbino, Comune di Pesaro, Comune di Fano, con il patrocinio e contributo di: Regione Marche, Assessorato alla Cultura, Provincia di Pesaro e Urbino, Anci Marche

Luoghi:
Urbino, Palazzo Ducale, Sale del Castellare;
Fano, Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti;
Pesaro, Palazzo Mosca, Musei Civici

Data e aperture:
13 aprile – 3 settembre 2017

Urbino da martedì a domenica e festivi 10/18, chiuso lunedì
Pesaro e Fano da martedì a domenica e festivi 10/13 – 16/19 chiuso lunedì

Prenotazioni
Pesaro – Palazzo Mosca, Musei Civici tel. 0721 387541 / pesaro@sistemamuseo.it
Sistema Museo Call center 0744 422848
(dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, sabato dalle 9 alle 13, escluso i festivi) – callcenter@sistemamuseo.it

www.rinascimentosegreto.it