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I Geroglifici e la Croce: Athanasius Kircher

in un Seicento europeo ricco di fermenti scientifici e culturali  sicuramente funzionali allo sdoganamento dalla neofilosofia platonica rinascimentale, come si definirebbe oggi l’esigenza di cambiamento del secolo barocco, la figura del gesuita tedesco Athanasius Kircher (1602-1680), si inserisce in modo singolarmente autonomo per il suo approccio “anomalo” alla scienza.

Persona estremamente curiosa, letterato, astronomo, matematico, geologo, egittologo, ottico, poliglotta, Kircher incarna perfettamente il sapere enciclopedico, caratteristica che fa di lui un uomo tra i più colti del suo tempo.

Copertina del libro di Giuliano Mori su kircher

Di grande importanza il suo contributo come divulgatore culturale, forse l’ultimo degli ermetici rinascimentali, poi interprete di un’epoca attraverso la creazione di un grandioso museo. Una raccolta di reperti archeologici, curiosità naturali, invenzioni meccaniche, lanterne magiche e orologi magnetici, che dal 1651 diventò un luogo di attrazione della Roma pontificia.

Nel suo saggio Giuliano Mori ricostruisce nel dettaglio il personaggio Kircher collocandolo in modo storicamente corretto al di fuori di ogni immagine stereotipata, costruttore della “Storia universale del mondo“, dove trovano posto tutti i popoli e le religioni della Terra.

Un libro che narra la storia di un pensiero che giunge sino ad oggi carico di sapere e notevoli intuizioni.

Giuliano Mori

I Geroglifici e la Croce. Athanasius Kircher tra Egitto e Roma

Edizioni della Normale, Pisa, 2016