Croazia e Italia: Percorsi d’Arte del Rinascimento

Per chi è alla ricerca di spunti per un tour d’arte verso luoghi e città che hanno caratterizzato la cultura adriatica tra le rispettive sponde proponiamo di seguito un affascinante percorso attraverso opere e protagonisti zaratini che per la qualità dell’operato artistico furono fondamentali per l’evoluzione del Rinascimento, della storia e della cultura della nostra civiltà: Giorgio di Matteo, Luciano Laurana e Francesco Laurana.

Giorgio di Matteo [video] (Juraj Matejev Dalmatinac – Zara primi del ’400 – Sebenico, 10 novembre 1475), fu artefice di notevoli opere scultoree in Adriatico che presentano caratteri d’immediatezza espressiva e libertà creativa nell’amalgamare stili diversi che vanno dal gotico internazionale ai motivi offerti dai monumenti classici della sua terra d’origine.

Tra le tante e prestigiose opere, dal 1441 al 1473 lo scultore contribuì con il nome di Dalmaticus alla realizzazione di un capolavoro, divenuto oggi patrimonio dell’umanità ricevendo l’incarico di protomagister per la Cattedrale di San Giacomo a Sebenico. Trasferendoci sulla sponda italiana possiamo invece ammirare ad Ancona i portali di San Francesco alle Scale e della sconsacrata Chiesa di Sant’Agostino entrambi ricchi di fregi, statue e volti scolpiti e la facciata della Loggia dei Mercanti in cui spiccano numerosi elementi scultorei tardogotici  e rinascimentali misti a influssi  veneziani.

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Opere di Giorgio di Matteo il Dalmata

Un altro dalmata che merita di essere annoverato per il suo grande impatto sull’architettura umanistica e rinascimentale è Luciano Laurana [video] (Vrana o Zara c.a 1420 – Pesaro 1479). Magnifico “ingegnero” al quale Federico da Montefeltro diede la prima patente di architetto della storia Luciano approdò al servizio delle più importanti corti italiane dell’epoca mettendo in opera nelle sue fabbriche e nell’edificazione del Palazzo Ducale di Urbino la poetica di un nuovo linguaggio urbanistico sull’esempio di Leon Battista Alberti che ancora oggi nel mondo è fondamento di un’estetica dai caratteri ideali e soluzioni formali innovative.

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Opere di Luciano Laurana

Dopo aver ammirato la facciata con i famosi torricini ed essere accolti a palazzo dalla mirabile creazione del Cortile d’Onore,  dirigetevi alla scoperta dei vari ambienti progettati dal Laurana divenuti oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche per ammirare tra tante e notevoli opere d’arte la tavola della Città Ideale attribuita già nella seconda metà del sec.  XVI al grande architetto dalmata. Tra le altre opere in cui risulta evidente il contributo di Laurana segnaliamo la Rocca Roveresca di Senigallia, la Rocca Costanza di Pesaro e Castel Nuovo a Napoli.

Come Luciano, originario del borgo e Castello della Vrana, fu Francesco Laurana [video] (Vrana/Zara c.a 1425 – marsiglia o Avignone primi mesi del 1502) nelle cui mirabili e raffinate opere scultoree emergerà quello spirito rinascimentale da grande artista che segnando un’epoca divenne un modello di riferimento per le future generazioni. La prima grande opera in cui si attesta la presenza di Francesco Laurana fu la grande fabbrica di Castel Nuovo a Napoli per la realizzazione di un Arco Trionfale in marmo commissionato da Alfonso d’Aragona da inserire come facciata tra le due torri di guardia appena erette e rivestite. Dal 1453 sotto la supervisione di Guillermo Sagrera da Maiorca Francesco Laurana scolpì diverse parti dell’Arco e in particolare i rilievi raffiguranti il trionfo regale,  l’Ambasceria tunisina e i trombettieri a cavallo,  la Giustizia posta tra i Colossi dell’arcata superiore, insieme ad altri artisti tra cui  Pietro di Martino da Milano, Paolo Romano da Sezze, Domenico Gagini, Isaia da Pisa, Antonio da Chelino, Pere Johan, Andrea dell’Aquila. Sempre a Napoli negli anni successivi Francesco realizzerà alcune Madonne di gusto gotico e classicheggiante tra cui una Madonna col Bambino eseguita in marmo rosa, la cosiddetta Madonna del Passero entrambe collocate al Museo Civico di Castelnuovo e un’altra la Madonna con Bambino per la Chiesa di Santa Maria Materdomini (oggi al Museo di Capodimonte).

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Opere di Francesco Laurana

Verso la fine del 1467 lo scultore dalmata si trasferisce in Sicilia dove a partire dal maggio 1468 aprì a Palermo una bottega insieme allo scultore lombardo Pietro de Bonitate. A questo periodo risalgono diverse Madonne quali quella di Castelvetrano, Salemi, Palazzolo Acreide, Caltabellotta, la Madonna Libera Inferni conservata nella Cattedrale di Palermo e la Madonna della Neve il suo capolavoro datato al 1471 e firmato per la Chiesa del Crocifisso di Noto influenzato da poetiche franco-fiamminghe di Antonello da Messina. A Palermo troviamo altri lavori prestigiosi come quello per il Portale della Cappella dei Mastrantonio nella Chiesa di San Francesco d’Assisi e il suo primo Busto di giovane donna che ornava la Tomba di Eleonora d’Aragona contessa di Caltabellotta nel Convento di S. Maria del Bosco a Calatamauro oggi conservato nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis.

Tra la fine del 1471 e l’inizio del 1472 Laurana lasciò la Sicilia per ritornare nella capitale del Regno Aragonese dove rimarrà fino al 1475. Dopo i lavori attribuiti in Puglia della Vergine con bambino, nella lunetta del portale della Chiesa Madre a Santeramo in Colle e il Busto del Duca Francesco II del Balzo, collocato nella Chiesa di San Domenico di Andria, a Napoli eseguirà la serie di busti regali che gli daranno fama e notorietà tra cui il  Busto di Battista Sforza, Duchessa di Urbino, conservato oggi al Museo Bargello di Firenze.

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