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I TESORI UNESCO DELLA CROAZIA

Crocevia tra il Nord-Est europeo e il Mediterraneo, la Croazia in proporzione alla sua superficie, vanta il maggior numero di beni culturali posti sotto l’egida dell’UNESCO l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

Con 8 siti Patrimonio dell’Umanità e 14 tutelati come patrimonio culturale immateriale, la Croazia vi attende per un viaggio entusiasmante tra tesori d’arte, capolavori della natura e meraviglie della tradizione culturale.

1) La città vecchia di Dubrovnik

Perla dell’Adriatico”, incastonata tra il mare e ai piedi del Monte Srđ, Dubrovnik/Ragusa narra attraverso le sue fortificazioni di cinta e il suo pregevole impianto urbanistico e architettonico le vicende di potente città e repubblica marinara. Nonostante le numerose avversità storiche e naturali, Dubrovnik è riuscita a conservare la sua forte identità culturale frutto della fioritura scientifica, commerciale e artistica del passato ravvisabile nei suoi palazzi nobiliari, nei tanti conventi, nelle sue chiese gotiche, rinascimentali e barocche e nelle sue opere difensive e urbanistiche che ne fanno una location preferita di molti film e fiction mondiali di successo.

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2) Gli “stećci” – lapidi tombali medievali

Scolpiti su pietra calcarea dalla seconda metà del XII fino al  XV secolo, gli “stećci” (singolare: stećak) sono delle pietre tombali di forma rettangolare che possono trovarsi sia in posizione orizzontale che eretti. Decorati con scritte, motivi geometrici, immagini simboliche raffiguranti elementi naturali, animali, tornei cavallereschi, arcaici balli in cerchio e il famoso uomo con la mano destra alzata, gli stećci sono prevalentemente diffusi tra la Bosnia Erzegovina e la Croazia sul cui territorio si trovano oltre 4 mila stele disseminate tra le necropoli di Velika e Mala Crljivica, Cista Velika e Dubravka/S. Barbara, Konavle a sud est del Paese.

Gli Stećci

Gli Stećci

3) Il centro storico di Trogir

Trogir (Traù) è uno straordinario esempio di continuità urbana. La pianta ortogonale delle vie di questo centro abitato, ancora oggi visibile, risale all’età ellenistico-romana e nel tempo il suo nucleo è stato impreziosito con molti edifici e fortificazioni che non ne hanno alterato l’aspetto originario. Circondata dal mare, con porte di accesso, torri e chiese romaniche che si alternano ad edifici rinascimentali e barocchi del periodo veneziano, la cittadina conserva nella Cattedrale romanica di San Lorenzo  pregevoli opere d’arte come il portale d’ingresso attribuito al maestro Radovan (1240) e la cappella funeraria del vescovo Giovanni Orsini (1467), realizzata da Niccolò di Giovanni e Andrea Alessi col contributo di Ivan Duknović.

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4) il Palazzo di Diocleziano e la Spalato medievale

Costruito in riva al mare tra il 293 e il 305 dC. combinando elementi di grande villa imperiale fortificata, il palazzo di Diocleziano è uno dei monumenti romani più preservati del mondo il cui nucleo originario è ancora oggi abitato. All’interno delle sue alte mura, circondate da torrioni quadrati, si aprono quattro porte (La Porta Aurea, la Porta Argentea, la Porta Bronzea e la Porta Ferrea) che permettono di ripercorrere le antiche vie principali (cardo e decumanus), e giungere al Peristilio. In quest’ultimo spazio si trovavano tre templi e il vestibolo, un luogo che ancora oggi offre un emozionante colpo d’occhio nella sua  originaria funzione di scenografia per le cerimonie ufficiali. Il mausoleo dell’imperatore a pianta circolare è oggi la Cattedrale di S. Doimo che conserva notevoli opere d’arte tra cui un altare di Juraj Dalmatinac (Giorgio di Matteo il Dalmata).

Spalato: Peristilio e Riva

Spalato: Peristilio e Riva

5) Il complesso paleocristiano della Basilica Eufrasiana di Poreč

Il complesso episcopale della Basilica Eufrasiana nel centro storico di Parenzo prende il nome dal vescovo Eufrasio il quale, a metà del VI secolo, decise di ricostruirla ed abbellirla con splendidi mosaici paragonabili a quelli ravennati. La basilica, l’atrio, il battistero e il palazzo vescovile sono un eccellente esempio d’architettura sacra per lo straordinario connubio di elementi architettonici classicistici e bizantini.

Parenzo: Complesso monumentale della Basilica Eufrasiana

Parenzo: Complesso monumentale della Basilica Eufrasiana

 

6) La Cattedrale di San Giacomo di Šibenik

Eretta tra il 1431 ed il 1535 la Cattedrale di San Giacomo di Šibenik, è il risultato delle commistioni artistiche tra la Dalmazia e l’Italia tra il  XV e XVI nell’operato di tre architetti: Francesco di Giacomo, Juraj Dalmatinac e Niccolò di Giovanni Fiorentino.  Il risultato è un insieme di pietra armonico, nobilitato da un metodo costruttivo innovativo, da interni eleganti e dalla famosa decorazione delle pareti esterne con 71 teste scolpite da Giorgio di Matteo che rappresentano uno studio di tipi umani ispirato alla popolazione cittadina nel XV secolo.

Sebenico: la Cattedrale di San Giacomo

Sebenico: la Cattedrale di San Giacomo

 

7) Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (Plitvička jezera)

Immerso nel complesso montuoso di Lička Plješivica, il Parco Nazionale si presenta come un grandioso fenomeno architettonico naturale, grazie ad acque che scorrendo nel corso di migliaia di anni sopra il calcare e gesso hanno formato dighe naturali su cui poggiano una serie di bellissimi laghi, grotte e cascate. Tutto intorno al sistema dei laghi si è avvolti da una natura incontaminata, ricca di fitti boschi abitati da orsi, lupi e da diverse specie animali e vegetali molto rare.

Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

 

8) La Piana Starigradsko polje a Hvar

Altro gioiello Unesco lo troviamo nella Piana di Stari Grad nell’isola di Hvar con i suoi vigneti e oliveti che sono rimasti “praticamente inalterati nel tempo”, presentandosi oggi così com’erano al tempo dalle prime colonizzazioni degli antichi greci di Paros nel IV sec ac.. La fertile piana rappresenta una rara testimonianza del sistema geometrico di divisione del terreno utilizzato nell’antichità con le sue particelle (chora) ben delineate dai muri a secco e registrate dai proprietari che intagliavano sulla pietra il loro nome.  Di  pregio  anche  il  sistema  di  raccolta  delle  acque  piovane  e  dei  serbatoi che unito alla sapiente e sostenibile coltivazione  ne fanno il paesaggio greco antico meglio conservato dell’intero bacino del Mediterraneo.

La Piana di Starigradsko polje a Hvar

La Piana di Starigradsko polje a Hvar

Questi otto siti imperdibili vi aspettano in tutto il loro splendore insieme al buon cibo e le tradizioni tipiche.

Tonka Kukin

Croazia e Italia: Percorsi d’Arte del Rinascimento

Per chi è alla ricerca di spunti per un tour d’arte verso luoghi e città che hanno caratterizzato la cultura adriatica tra le rispettive sponde proponiamo di seguito un affascinante percorso attraverso opere e protagonisti zaratini che per la qualità dell’operato artistico furono fondamentali per l’evoluzione del Rinascimento, della storia e della cultura della nostra civiltà: Giorgio di Matteo, Luciano Laurana e Francesco Laurana.

Giorgio di Matteo [video] (Juraj Matejev Dalmatinac – Zara primi del ’400 – Sebenico, 10 novembre 1475), fu artefice di notevoli opere scultoree in Adriatico che presentano caratteri d’immediatezza espressiva e libertà creativa nell’amalgamare stili diversi che vanno dal gotico internazionale ai motivi offerti dai monumenti classici della sua terra d’origine.

Tra le tante e prestigiose opere, dal 1441 al 1473 lo scultore contribuì con il nome di Dalmaticus alla realizzazione di un capolavoro, divenuto oggi patrimonio dell’umanità ricevendo l’incarico di protomagister per la Cattedrale di San Giacomo a Sebenico. Trasferendoci sulla sponda italiana possiamo invece ammirare ad Ancona i portali di San Francesco alle Scale e della sconsacrata Chiesa di Sant’Agostino entrambi ricchi di fregi, statue e volti scolpiti e la facciata della Loggia dei Mercanti in cui spiccano numerosi elementi scultorei tardogotici  e rinascimentali misti a influssi  veneziani.

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Opere di Giorgio di Matteo il Dalmata

Un altro dalmata che merita di essere annoverato per il suo grande impatto sull’architettura umanistica e rinascimentale è Luciano Laurana [video] (Vrana o Zara c.a 1420 – Pesaro 1479). Magnifico “ingegnero” al quale Federico da Montefeltro diede la prima patente di architetto della storia Luciano approdò al servizio delle più importanti corti italiane dell’epoca mettendo in opera nelle sue fabbriche e nell’edificazione del Palazzo Ducale di Urbino la poetica di un nuovo linguaggio urbanistico sull’esempio di Leon Battista Alberti che ancora oggi nel mondo è fondamento di un’estetica dai caratteri ideali e soluzioni formali innovative.

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Opere di Luciano Laurana

Dopo aver ammirato la facciata con i famosi torricini ed essere accolti a palazzo dalla mirabile creazione del Cortile d’Onore,  dirigetevi alla scoperta dei vari ambienti progettati dal Laurana divenuti oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche per ammirare tra tante e notevoli opere d’arte la tavola della Città Ideale attribuita già nella seconda metà del sec.  XVI al grande architetto dalmata. Tra le altre opere in cui risulta evidente il contributo di Laurana segnaliamo la Rocca Roveresca di Senigallia, la Rocca Costanza di Pesaro e Castel Nuovo a Napoli.

Come Luciano, originario del borgo e Castello della Vrana, fu Francesco Laurana [video] (Vrana/Zara c.a 1425 – marsiglia o Avignone primi mesi del 1502) nelle cui mirabili e raffinate opere scultoree emergerà quello spirito rinascimentale da grande artista che segnando un’epoca divenne un modello di riferimento per le future generazioni. La prima grande opera in cui si attesta la presenza di Francesco Laurana fu la grande fabbrica di Castel Nuovo a Napoli per la realizzazione di un Arco Trionfale in marmo commissionato da Alfonso d’Aragona da inserire come facciata tra le due torri di guardia appena erette e rivestite. Dal 1453 sotto la supervisione di Guillermo Sagrera da Maiorca Francesco Laurana scolpì diverse parti dell’Arco e in particolare i rilievi raffiguranti il trionfo regale,  l’Ambasceria tunisina e i trombettieri a cavallo,  la Giustizia posta tra i Colossi dell’arcata superiore, insieme ad altri artisti tra cui  Pietro di Martino da Milano, Paolo Romano da Sezze, Domenico Gagini, Isaia da Pisa, Antonio da Chelino, Pere Johan, Andrea dell’Aquila. Sempre a Napoli negli anni successivi Francesco realizzerà alcune Madonne di gusto gotico e classicheggiante tra cui una Madonna col Bambino eseguita in marmo rosa, la cosiddetta Madonna del Passero entrambe collocate al Museo Civico di Castelnuovo e un’altra la Madonna con Bambino per la Chiesa di Santa Maria Materdomini (oggi al Museo di Capodimonte).

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Opere di Francesco Laurana

Verso la fine del 1467 lo scultore dalmata si trasferisce in Sicilia dove a partire dal maggio 1468 aprì a Palermo una bottega insieme allo scultore lombardo Pietro de Bonitate. A questo periodo risalgono diverse Madonne quali quella di Castelvetrano, Salemi, Palazzolo Acreide, Caltabellotta, la Madonna Libera Inferni conservata nella Cattedrale di Palermo e la Madonna della Neve il suo capolavoro datato al 1471 e firmato per la Chiesa del Crocifisso di Noto influenzato da poetiche franco-fiamminghe di Antonello da Messina. A Palermo troviamo altri lavori prestigiosi come quello per il Portale della Cappella dei Mastrantonio nella Chiesa di San Francesco d’Assisi e il suo primo Busto di giovane donna che ornava la Tomba di Eleonora d’Aragona contessa di Caltabellotta nel Convento di S. Maria del Bosco a Calatamauro oggi conservato nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis.

Tra la fine del 1471 e l’inizio del 1472 Laurana lasciò la Sicilia per ritornare nella capitale del Regno Aragonese dove rimarrà fino al 1475. Dopo i lavori attribuiti in Puglia della Vergine con bambino, nella lunetta del portale della Chiesa Madre a Santeramo in Colle e il Busto del Duca Francesco II del Balzo, collocato nella Chiesa di San Domenico di Andria, a Napoli eseguirà la serie di busti regali che gli daranno fama e notorietà tra cui il  Busto di Battista Sforza, Duchessa di Urbino, conservato oggi al Museo Bargello di Firenze.